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Cosa sono i disturbi da sintomi somatici? Scopri di più nell’approfondimento del dott. Fabio Fierini.

Secondo l’ultima versione del Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali (DSM-5), i disturbi da sintomi somatici sono definiti come condizioni caratterizzate dalla presenza di sintomi prevalentemente riferiti alla dimensione corporea, tali da impattare il livello di funzionamento della persona e non direttamente attribuibili a una condizione organica sottostante o all’effetto di sostanze.

Da sempre noti ai medici di medicina generale e agli psichiatri e tuttavia a lungo di incerta collocazione nosografica, i disturbi da sintomi somatici comprendono entità eterogenee come il disturbo da sintomi somatici propriamente detto, il disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali), il disturbo da ansia di malattia (corrispondente alla vecchia dizione di ipocondria), il disturbo fittizio e altri ancora.

Nel disturbo da sintomi somatici la presenza di uno o più sintomi corporei arrecanti significativo disagio o interferenza con la vita di tutti i giorni si associa ad almeno una fra le seguenti condizioni: pensieri sproporzionati rispetto alla gravità del/dei sintomo/i percepito/i; livelli persistentemente elevati di ansia in relazione al/ai sintomo/i e allo stato di salute in generale; eccesso di energie e tempo destinati alla dimensione del/dei sintomo/i e dello stato di salute in generale.

Il termine “conversione” prende le mosse dall’insieme di manifestazioni originariamente attribuite all’isteria, condizione in cui gli stati interni contrastanti – conflitti intrapsichici – si convertono in sintomi psichici e corporei variamente combinati fra loro. Nel caso del disturbo da sintomi neurologici funzionali, la persona riporta lamentele corporee (stati dolorosi, alterazioni della sensibilità o della motricità, alterazioni dell’equilibrio, disturbi della vista, pseudo-crisi epilettiche, ecc.) non meglio spiegabili o non definitivamente riconducibili ai rilievi obiettivi raccolti in corso di visite e di approfondimenti strumentali e in grado di provocare rilevante malessere oltre che condizionare vari ambiti di vita.

Il disturbo da ansia di malattia è definito come una condizione di disagio sostenuta da preoccupazioni eccessive e persistenti di avere o poter sviluppare una malattia anche grave; tale disturbo è scarsamente scalfibile dall’esito rassicurante di valutazioni mediche, con conseguente significativa compromissione della qualità di vita.

Il disturbo fittizio si identifica infine con la simulazione di sintomi psichici e/o fisici con comprovata evidenza di intenzionalità.

Gli aspetti più critici della gestione dei disturbi da sintomi somatici sono rappresentati da un lato dalla possibilità di sottovalutazione dell’importanza del quadro clinico, dall’altro dal rischio di esporre il paziente a cure inappropriate o ad una sovra-medicalizzazione.

Tutt’altro che infrequenti, i disturbi connessi alla somatizzazione possono essere causa di intenso disagio per la persona e mettono alla prova a più livelli il professionista della salute mentale, richiamandolo all’opportuna collaborazione con il medico di medicina generale e stimolandolo a tenere un approccio integrato con le altre figure specialistiche e ad instaurare – come unanimemente riconosciuto – una solida alleanza terapeutica con il paziente.

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