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L’emetofobia in adolescenza. Scopri di più nell’approfondimento della dott.ssa Elisa Franchi.

La fobia del vomito, conosciuta anche come emetofobia, è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla paura intensa e irrazionale del vomito o della nausea. Le persone affette da questa fobia vivono con la costante preoccupazione di vomitare o di assistere al vomito di altre persone, il che può portare a una serie di comportamenti evitanti e a una significativa riduzione della qualità della vita.

Il DSM-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, non include una categoria specifica per l’emetofobia. Tuttavia, la fobia specifica, che è un disturbo d’ansia caratterizzato da una paura persistente e irrazionale di un oggetto o di una situazione specifica, potrebbe essere applicata per descrivere l’emetofobia in alcuni casi.

Nel DSM-5, la fobia specifica viene definita come una paura eccessiva o irrazionale di oggetti o situazioni specifici che provoca una risposta di ansia immediata quando la persona è esposta a tali oggetti o situazioni. Sebbene l’emetofobia non sia menzionata esplicitamente nel DSM-5, la paura intensa e irrazionale del vomito o della nausea potrebbe rientrare nella categoria generale della fobia specifica se soddisfa i criteri diagnostici stabiliti nel manuale.

È importante notare che il DSM è uno strumento diagnostico utilizzato dai professionisti della salute mentale per classificare e diagnosticare i disturbi mentali, ma non copre tutte le possibili manifestazioni cliniche e fobie specifiche che un individuo potrebbe sperimentare. Tuttavia, l’emetofobia può essere oggetto di valutazione e trattamento da parte di professionisti della salute mentale, anche se non è inclusa come categoria specifica nel DSM-5.

L’emetofobia negli adolescenti può avere un impatto significativo sul loro benessere psicologico e sociale. Questa fobia può influenzare diversi aspetti della vita quotidiana e delle relazioni interpersonali degli adolescenti, portando a una serie di conseguenze psicosociali.

Isolamento sociale

Gli adolescenti con emetofobia possono ritrovarsi ad evitare situazioni sociali in cui temono di vomitare o assistere al vomito di altri. Questo può impattare sul senso di accessibilità a vari eventi sociali o alla possibilità di investire su attività extracurriculari andando dunque a negarsi la possibilità di sperimentare le proprie risorse e ad affrontare compiti età-evolutivi importanti.

Difficoltà nelle relazioni interpersonali

La paura del vomito può influenzare le relazioni degli adolescenti con amici, familiari e potenziali partner romantici. Per chi soffre di emetofobia può essere difficile spiegare la propria fobia, possono sentire di non essere compresi o svalutati per questa sofferenza. Non in ultimo la partecipazione a eventi sociali può essere vissuta con uno stato di allerta che può influenza negativamente l’utilizzo delle proprie risorse sociali.  

Disturbi alimentari

In alcuni casi, per evitamento del rischio di dover gestire nausea o il vomito stesso, possono emergere comportamenti alimentari disfunzionali per esempio evitando intere categorie di cibo. Questi comportamenti possono portare a problemi di salute fisica, come la malnutrizione, oltre che ad aumentare il livello di ansia e stress legato all’alimentazione.

Difficoltà accademiche

L’ansia costante legata all’emetofobia può influenzare le prestazioni accademiche degli adolescenti. Essi potrebbero avere difficoltà a concentrarsi in classe, ad affrontare esami o a partecipare attivamente alle attività scolastiche a causa della sintomatologia legata ad un’attivazione dello stato ansioso che può essere ricondotta dall’adolescente a una maggiore possibilità di incorrere alla situazione temuta, ovvero al vomito.

Bassa autostima

Gli adolescenti con emetofobia possono sentirsi diversi e non compresi dai loro coetanei, con conseguente sperimentazione di sentimenti di isolamento, vergogna, inadeguatezza ed emarginazione.

Impatto sulla famiglia

L’emetofobia di un adolescente può impattare significativamente anche nella quotidianità della dinamica familiare. I genitori possono sentirsi disorientati, frustrati o impotenti nel vedere il proprio figlio/a lottare con la fobia e non trovare il modo migliore per poter aiutarlo/a ad affrontare la situazione nel modo più efficace. In conclusione, l’emetofobia negli adolescenti può avere un impatto psicosociale significativo che va oltre la semplice paura del vomito. È importante identificare e trattare questa fobia precocemente per ridurre il suo impatto sulla vita quotidiana e migliorare il benessere complessivo degli adolescenti. La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è uno dei trattamenti più efficaci per l’emetofobia e può aiutare gli adolescenti a gestire la loro ansia e ad affrontare la fobia in modo efficace.

Elisa Franchi, psicologa, psicoterapeuta, professionisti, equipe, tages, Centri Clinici Tages

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