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Il Lato Oscuro della Notte: I Disturbi del Sonno“. Scopri di più nell’approfondimento della dott.ssa Alessia Saini.

Si ritiene che circa cento milioni di americani vivano con disturbi legati al sonno e alla veglia. Per questo, nel 2018 i centri americani per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno classificato pubblicamente i disturbi del sonno come un’epidemia di salute pubblica.

L’insonnia, in particolare, è un disturbo del sonno caratterizzato dalla difficoltà a dormire o a rimanere addormentati, nonostante ci sia la possibilità di farlo. Le persone affette da tale disturbo possono avere difficoltà a prendere sonno la sera, risvegliarsi frequentemente durante la notte o svegliarsi troppo presto al mattino e non riuscire a riaddormentarsi. Questo disturbo può provocare la sensazione di non essere riposati al risveglio, affaticamento durante il giorno, difficoltà di concentrazione e irritabilità.

Attualmente i disturbi del sonno hanno raggiunto proporzioni epidemiche in tutto il mondo, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo (Stranges et al., 2012). Ed è da sottolineare che possono soffrire di questa tipologia di disturbo sia gli adulti che i bambini (Bragazzi, Guglielmi & Garbarino, 2019).

Cosa sono i disturbi del sonno?

Seppur la carenza di sonno non sia necessariamente un indicatore della presenza di un disturbo del sonno, ne è tuttavia un punto di partenza.

Alla maggior parte delle persone capita ogni tanto di dormire poco o male; che sia perché siamo stressati per qualcosa, perché non ci sentiamo bene o perché ci stiamo riprendendo da un viaggio, i problemi del sonno dovrebbero risolversi da soli una volta risolta la causa del nostro malessere.

Spesso bastano delle piccole accortezze per migliorare la qualità del nostro sonno. È utile infatti adottare delle buone abitudini come, ad esempio, l’andare a dormire a orari prestabiliti, il limitare l’assunzione di alcol e caffeina, il mangiare sano e il dedicare del tempo all’esercizio fisico.

Tuttavia, se il sonno rimane scarso per un lungo periodo di tempo, ciò può essere un segno dello sviluppo di un disturbo del sonno.

Se sono ormai diversi mesi che regolarmente fai fatica a dormire la notte, ti svegli sentendoti esausto e irrequieto o ti senti assonnato durante il giorno allora può essere che soffri di un disturbo del sonno.

I principali disturbi del sonno

I disturbi del sonno sono problemi che influenzano negativamente il sonno. I disturbi del sonno di cui probabilmente avrai sentito parlare sono:

Insonnia: quando si ha difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno durante la notte.

Sindrome delle gambe senza riposo: Caratterizzato da una sensazione spiacevole o dolorosa nelle gambe che spinge la persona a muoverle per alleviare il disagio. Questo disturbo può interferire con il sonno poiché si verifica più spesso di notte.

Narcolessia: quando si hanno periodi di estrema sonnolenza e ci si addormenta improvvisamente durante il giorno.

Apnea notturna: è il momento in cui il respiro si ferma e riprende ripetutamente durante la notte (Ohayon, 2011).

Parasonnie: Questi sono comportamenti indesiderati che si verificano durante il sonno, come il sonnambulismo, parlare nel sonno, mangiare durante il sonno o sperimentare incubi frequenti.

Disturbo del ritmo circadiano: Questo disturbo si verifica quando il ciclo sonno-veglia di una persona è fuori sincrono con il ciclo naturale giorno-notte. Il jet lag e il lavoro notturno sono esempi comuni di disturbi del ritmo circadiano.

Quali fattori influenzano il numero di ore che passiamo a dormire?

Si ritiene che oggi si dorma in media due ore in meno rispetto agli anni ’50. Da una prospettiva storica, i principali fattori responsabili per la riduzione del nostro sonno sono:

L’industrializzazione che ha aumentato significativamente le ore di lavoro giornaliere.  

L’illuminazione elettrica che ci permette di restare svegli anche nelle ore buie.

La tecnologia che ci consente di rimanere costantemente connessi con tutto il mondo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

L’utilizzo di schermi che emettono luce blu sotto forma di smartphone, tablet, computer e televisori; questa tipologia di luce confonde il nostro cervello facendogli credere che sia sempre giorno.

È diventato “da fighi” rinunciare al sonno?

Mentre la nostra società avanza a livello industriale e tecnologico e diventiamo sempre più interconnessi, stiamo rapidamente perdendo di vista il fatto che abbiamo ancora bisogno di dormire.

Nel mondo moderno, soprattutto negli ultimi 50 anni, c’è spesso una grande enfasi sul lavoro e sulle responsabilità quotidiane, il che può portare molte persone a sacrificare il sonno per cercare di far fronte a tutto ciò che devono fare. Tuttavia, è importante riconoscere che il sonno è fondamentale per il nostro benessere generale, compreso il nostro rendimento sul lavoro.

Non sappiamo più come fare per disconnetterci

Lavoriamo, ci andiamo ad allenare, socializziamo, fissiamo i nostri telefoni scrollando all’infinito, guardiamo Netflix e poi, forse, dormiamo sei o sette ore prima di alzarci e ripetere il ciclo.

La cultura di oggi ci insegna che va benissimo rimanere connessi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte e tornare a casa e rilassarsi bombardando il nostro cervello con le informazioni provenienti da TV/tablet/smartphone.

Adesso andiamo a letto più tardi ma continuiamo ad alzarci sempre allo stesso orario. Ciò sta creando una popolazione stanca che cerca disperatamente di cavarsela con il serbatoio del sonno mezzo vuoto.

Implicazioni sulla salute dei disturbi del sonno

Sappiamo tutti che quando non dormiamo bene di notte poi il giorno dopo non ci sentiamo al top della forma, siamo più irritabili e la nostra performance ne risente.

Ma ciò spesso non viene evidenziato è come la carenza di sonno può favorire l’insorgenza di altre problematiche legate alla salute fisica e mentale.

La carenza di sonno è stata collegata a sette delle quindici principali cause di morte negli Stati Uniti (Chattu et al., 2018). È inoltre noto come la mancanza di sonno contribuisce agli incidenti stradali, alle scarse prestazioni lavorative e allo sviluppo di molte malattie.

L’elenco delle malattie e dei problemi di salute associati ai problemi del sonno è vasto e include (ma non si limita a): diabete, cancro, obesità, problemi circolatori e cardiaci, depressione, deterioramento cognitivo (Nunn & Sampson, 2018).

Cosa possiamo fare a livello individuale?

Ci sono diverse cose che puoi fare per massimizzare le tue possibilità di dormire bene la notte. Alcuni dei passaggi chiave che puoi eseguire sono:

Esporsi alla luce del sole durante il giorno.

Trovare il tempo per fare dell’esercizio fisico. Anche se si tratta solo di una passeggiata tranquilla va benissimo.

Cerca di mantenere una dieta sana e non mangiare nulla di troppo pesante prima di andare a dormire.

Cerca di limitare l’assunzione di caffeina e di alcol nelle ore antecedenti all’andare a letto.

Rimuovi i dispositivi elettronici dalla tua camera da letto. Prova a limitarne l’uso prima di andare a dormire.

Prenditi del tempo per rilassarti e distenditi prima di andare a letto.

Cerca di andare a dormire e svegliarti alla stessa ora tutti i giorni.

Quali sono i trattamenti?

La terapia comportamentale cognitiva per l’insonnia, nota come CBT-I, rappresenta un approccio mirato a risolvere i disturbi del sonno. In questo contesto terapeutico, vengono analizzati e modificate le dinamiche di pensiero e comportamento che contribuiscono ai problemi di sonno. Le strategie adottate possono comprendere tecniche di rilassamento, limitazione del tempo di sonno e terapia di esposizione, tutte finalizzate a migliorare la qualità del riposo.

Parallelamente, i farmaci costituiscono un’altra modalità di intervento, spesso adottata dai medici quando la complessità dei disturbi del sonno richiede un approccio più immediato. Sono prescritti sonniferi, sedativi o farmaci specifici per trattare eventuali condizioni mediche sottostanti che influiscono sul sonno. È importante sottolineare che l’uso di farmaci dovrebbe essere attentamente valutato e monitorato, essendo una soluzione che va ad affrontare i sintomi piuttosto che la radice del problema.

Alessia Saini, psicologa, disturbi alimentari, hatha yoga, professionisti, equipe, centri clinici tages

BIBLIOGRAFIA

  • Stranges, S., Tigbe, W., Gómez-Olivé, F. X., Thorogood, M., & Kandala, N. B. (2012). Sleep problems: an emerging global epidemic? Findings from the INDEPTH WHO-SAGE study among more than 40,000 older adults from 8 countries across Africa and Asia. Sleep35(8), 1173–1181. https://doi.org/10.5665/sleep.2012
  • Bragazzi, N. L., Guglielmi, O., & Garbarino, S. (2019). SleepOMICS: How Big Data Can Revolutionize Sleep Science. International journal of environmental research and public health16(2), 291. https://doi.org/10.3390/ijerph16020291
  • Ohayon, M.M. (2011). Epidemiological Overview of sleep Disorders in the General Population. Sleep Medicine Researchhttps://doi.org/10.17241/smr.2011.2.1.1.
  • Nunn, C. L., & Samson, D. R. (2018). Sleep in a comparative context: Investigating how human sleep differs from sleep in other primates. American journal of physical anthropology166(3), 601–612. https://doi.org/10.1002/ajpa.23427
  • Chattu, V. K., Manzar, M. D., Kumary, S., Burman, D., Spence, D. W., & Pandi-Perumal, S. R. (2018). The Global Problem of Insufficient Sleep and Its Serious Public Health Implications. Healthcare (Basel, Switzerland)7(1), 1. https://doi.org/10.3390/healthcare7010001

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