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Narcisismo e aggressività: quale relazione? Scopri di più nell’approfondimento della dott.ssa Sara Bui.

Cos’è il Narcisismo? Una definizione

Il Narcisismo, o meglio Disturbo Narcisistico di Personalità è un disturbo di personalità, ovvero “un pattern costante di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo e determina disagio o menomazione” (American Psychiatric Association, 2013).

Nello specifico, il Disturbo Narcisistico di Personalità viene definito dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (American Psychiatric Association, 2013) come “un pattern pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia”. Tale disturbo viene generalmente suddiviso in due sottocategorie, il Disturbo Narcisistico Overt o Grandioso e il Disturbo Narcisistico Covert o Vulnerabile. Il Narcisista Grandioso appare arrogante, dominante, sicuro di sé, pretende di avere diritti speciali e si sente unico, mentre quello Vulnerabile è caratterizzato da un atteggiamento schivo e inibito, mostra un’estrema sensibilità al giudizio degli altri e prova imbarazzo, vergogna e umiliazione.  

Disturbo Narcisistico di Personalità e Aggressività

Negli anni, il Disturbo Narcisistico di Personalità è stato frequentemente associato all’aggressività, fino al punto da considerarla come una manifestazione tipica del disturbo. Per prima cosa è importante chiarire a cosa facciamo riferimento quando parliamo di aggressività: Howells e Hollin (1989) definiscono l’aggressione come “l’intenzione di ferire altre persone o trarne vantaggio senza necessariamente fare ricorso all’attacco fisico”. Risulta importante anche differenziare tra aggressività proattiva e reattiva: l’aggressività proattiva fa riferimento a comportamenti aggressivi strumentali orientati ad un obiettivo specifico, mentre l’aggressività reattiva si riferisce a comportamenti che hanno luogo conseguentemente ad una provocazione, come un insulto verbale o un attacco fisico (Walters, 2005).

Molti studi hanno dimostrato l’associazione tra Disturbo Narcisistico di Personalità e aggressività, sia nella forma proattiva che in quella reattiva. Ma perché si verifica questa associazione?

Una delle prime teorie che ha cercato di spiegare il motivo per il quale le persone con Narcisismo risultano aggressive in varie situazioni e contesti è stata la Teoria dell’Egotismo Minacciato (Bushman & Baumeister, 1998), secondo la quale un rifiuto o una valutazione negativa da parte di un’altra persona, causa una ferita nell’io che deve essere rimarginata da parte dell’individuo con Narcisismo, proprio attraverso l’aggressività. I comportamenti aggressivi avrebbero dunque l’obiettivo di ristabilire un senso di sé positivo, screditando i giudizi negativi ricevuti.

Secondo la Terapia Metacognitiva Interpersonale, l’origine dell’aggressività nel Disturbo Narcisistico di Personalità è da ricercarsi nell’attivazione del sistema motivazionale interpersonale di rango (Dimaggio, 2012). I sistemi motivazionali interpersonali (SMI) regolano il nostro comportamento in funzione di obiettivi specifici che ci poniamo in quel particolare momento. Quando si attiva il SMI di rango, lo scopo dell’individuo è quello di definire il rango di potere all’interno di un gruppo nel quale le risorse sono limitate, il che significa che solo il vincitore potrà ottenere quelle risorse. A ciò è importante aggiungere che all’interno di questo sistema, l’individuo con Narcisismo vede solo due possibilità: sei un vincitore (quindi trionfante, di successo, degno di ammirazione) oppure un perdente (inferiore, debole, umiliato). In quest’ottica, dunque, l’aggressività del Narcisista ha l’obiettivo non solo di proteggere la sua autostima, ma anche di venire apprezzato ed essere riconosciuto dagli altri per le proprie qualità.

Un fattore importante da tenere in considerazione nella relazione tra Narcisismo e aggressività è la vergogna. Infatti, quando le persone si vergognano sperimentano un senso di impotenza e di perdita di autostima, e come evidenziato da Lewis (1971), proprio nel tentativo di recuperare il controllo e l’autostima, gli individui possono diventare ostili e aggressivi nei confronti della fonte della minaccia da loro percepita. Nello specifico, Ghim e colleghi (2015) hanno sottolineato l’importanza della vergogna e della ruminazione rabbiosa come fattore di mediazione nella relazione tra Narcisismo Vulnerabile e aggressività. In base al loro studio, in una persona con Narcisismo Vulnerabile, la vergogna provata in una determinata situazione porta ad una ruminazione rabbiosa (pensieri ripetitivi sull’evento che alimentano la rabbia), la quale porta a comportamenti aggressivi.

È possibile un trattamento?

Quando si parla di Narcisismo, una domanda che viene posta spesso è proprio questa: è possibile un trattamento? La risposta è sì. Negli anni, partendo dalle varie teorie che sono state proposte sul disturbo, sono state sviluppate varie tipologie di trattamento che prendono in considerazione anche la tematica dell’aggressività di cui abbiamo parlato. Per realizzare una terapia efficace, è necessario innanzitutto comprendere bene il funzionamento dell’individuo, in modo da impostare un intervento che si focalizzi sugli aspetti principali di quella persona. Come affermato anche da Lambe e colleghi (2016), i tentativi di riduzione dei comportamenti aggressivi che non tengono in considerazione gli aspetti di personalità dell’individuo, hanno una minore efficacia in termini anche di recidive. In un’ottica di terapia cognitivo-comportamentale risulta fondamentale andare ad indagare gli aspetti sottostanti l’aggressività, gli aspetti centrali del disturbo di personalità, e andare ad intervenire su quelli, in modo da evitare di focalizzarsi solamente sulla punta dell’iceberg.

Sara Bui, tages, psicologa, psicoterapeuta, centri clinici tages, professionisti, equipe

BIBLIOGRAFIA

  • American Psychiatric Association (2013). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi
  • mentali – Quinta edizione. DSM-5. Tr.it. Raffaello Cortina, Milano, 2015
  • Bushman, B. J., & Baumeister, R. F. (1998). Threatened egotism, narcissism, self-esteem, and direct and displaced aggression: Does self-love or self-hate lead to violence?. Journal of personality and social psychology75(1), 219.
  • Dimaggio, G. (2012). Narcissistic personality disorder: Rethinking what we know. Psychiatric Times29(7), 17-25.
  • Ghim, S. C., Choi, D. H., Lim, J. J., & Lim, S. M. (2015). The relationship between covert narcissism and relational aggression in adolescents: Mediating effects of internalized shame and anger rumination. International Journal of Information and Education Technology, 5(1), 21.
  • Howells, K., & Hollin, C. R. (1989). Clinical approaches to violence. (No Title).
  • Lambe, S., Hamilton-Giachritsis, C., Garner, E., & Walker, J. (2018). The role of narcissism in aggression and violence: A systematic review. Trauma, Violence, & Abuse19(2), 209-230.
  • Lewis, H. B. (1971). Shame and guilt in neurosis. Psychoanalytic review58(3), 419.
  • Walters, G. D. (2005). Proactive and reactive aggression: A lifestyle view (Vol. 2005, pp. 29-43). Hauppauge, NY: Nova Science Publishers.

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