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Sindrome da burn-out: definizione, conseguenze, prevenzione e intervento“. Scopri di più nell’approfondimento della dott.ssa Daniela Graziani.

Una problematica che sta ricevendo crescente attenzione negli ultimi anni è il burnout, che nel 2019 è stato riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una vera e propria sindrome puramente correlata al contesto lavorativo-occupazionale, derivante da uno stato di stress cronico che non è stato adeguatamente gestito (WHO, 2019). Si configura quindi come uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da un’eccessiva e prolungata esposizione allo stress lavorativo, e comprende tre aspetti principali: sentimenti di esaurimento o perdita di energie; atteggiamento di cinismo o distacco verso il proprio contesto lavorativo; ridotta efficienza sul lavoro.

Si può manifestare attraverso sintomi quali stanchezza cronica, disinteresse per il lavoro, umore depresso e/o irritabile, difficoltà di concentrazione, sentimenti di frustrazione e scarsa auto-efficacia, ansia, disturbi da somatizzazione come mal di testa, disturbi gastrointestinali e disturbi del sonno, con importanti ripercussioni sulla qualità di vita e sull’ambito familiare e sociale.

Tra i fattori legati al burnout possiamo riscontrare sia quelli legati al contesto lavorativo, sia fattori individuali.

Per quanto riguarda i fattori legati al contesto lavorativo, il modello Domanda-Controllo di Karasek (1979) ha identificato due dimensioni principali:

Domanda di lavoro (job demands): si riferisce alla quantità e alla complessità delle richieste che il lavoro pone sul lavoratore. Queste possono includere il carico di lavoro, tempistiche stringenti per svolgere il proprio lavoro, la complessità delle attività e la pressione per raggiungere obiettivi.

Controllo decisionale (decisional control): si riferisce al grado di autonomia e di controllo che un individuo ha sulle proprie attività lavorative; include la possibilità di prendere decisioni riguardanti il lavoro, il livello di autonomia nell’organizzazione del lavoro e la capacità di utilizzare le proprie abilità e competenze.

Secondo il modello di Karasek, lo stress sul lavoro è più probabile quando c’è un’alta domanda di lavoro e basso controllo decisionale. Al contrario, quando c’è un equilibrio tra domanda di lavoro e controllo decisionale, il livello di stress tende ad essere più basso.

Altri studi più recenti hanno ampliato questo modello includendo anche fattori legati alle relazioni con i colleghi ed il datore di lavoro, ovvero  un elevato livello di conflittualità con dinamiche che possono sfociare nel mobbing nei casi più estremi, comunicazione disfunzionale, scarso supporto percepito da colleghi e dirigenti (Notelaers et al., 2010); mancanza di equilibrio tra vita professionale e vita privata, ovvero tra esigenze lavorative e personali/familiari (Tuğsal & Ülgen, 2017); esperienze di discriminazione, trattamenti iniqui e mancanza di gratificazioni e riconoscimento per il lavoro svolto (Baker et al., 2021; Shoman et al., 2021).

Dal punto di vista individuale, le caratteristiche che sembrano maggiormente associate alla sindrome da Burnout sono la tendenza al perfezionismo (Hill & Curran, 2016), tratti di personalità come il nevroticismo (Bianchi, 2018), che è contraddistinto da una maggiore reattività emotiva agli stressor ambientali, tendenza a sperimentare emozioni e affetti negativi come ansia, depressione, stress (Genoud & Waroux, 2021), bassi livelli di autostima ed autoefficacia sul lavoro (Shoji et al., 2016).

Tra le professioni con il rischio più elevato di burnout rientrano le professioni di aiuto come medici o infermieri, che durante la quale hanno sostenuto ritmi di lavoro estenuanti per fare fronte ad un’emergenza sanitaria senza precedenti, e gli insegnanti, che si trovano a gestire classi sempre più numerose e situazioni a vari livelli di complessità psicosociale.

Per affrontare il burnout, è importante dunque adottare una combinazione di interventi individuali e organizzativi, agendo prima di tutto in un’ottica di prevenzione.

In Italia non esiste una legge specifica che regoli direttamente il fenomeno del burnout sul posto di lavoro. Tuttavia, esistono diverse normative e disposizioni legislative che possono essere applicate per affrontare le questioni connesse al burnout e alla salute mentale sul lavoro, tra cui: il Decreto Legislativo 81/2008 sulla salute e sicurezza sul lavoroe l’articolo 2087 del Codice Civile, secondo cui i datori di lavoro devono garantire un ambiente sicuro e sano per i dipendenti, cercando di prevenire e gestire situazioni di stress lavorativo che potrebbero portare al burnout, ad esempio attraverso la valutazione periodica dello stress lavoro-correlato e attraverso adeguata formazione e sensibilizzazione del personale; il Documento Tecnico dell’INAIL “Linee Guida sulla Valutazione e Gestione dello Stress Lavoro-Correlato” che fornisce indicazioni su come identificare e gestire il rischio di stress lavoro-correlato; convenzioni collettive e accordi aziendalistipulate da molte aziende in Italia, che includono disposizioni sulla salute e sicurezza sul lavoro, comprese misure per prevenire il burnout e promuovere il benessere dei dipendenti.

Dal punto di vista individuale, può essere utile apprendere e praticare tecniche di gestione dello stress come la meditazione, il rilassamento muscolare progressivo, la respirazione profonda. Inoltre, gli interventi basati sulla mindfulness si sono dimostrati efficaci sia per prevenire, sia per ridurre il burnout, come mostra una revisione sistematica e metanalisi che ha analizzato sedici studi di efficacia sugli interventi basati sulla mindfulness nel personale sanitario di cure primarie, evidenziando che gli interventi basati sulla mindfulness sembrano ridurre significativamente l’esaurimento emotivo e la depersonalizzazione, e promuovere impegno e soddisfazione lavorativa (Salvado et al., 2021).

Infine, risulta di fondamentale importanza trovare il proprio equilibrio tra lavoro e vita privata, stabilendo confini chiari tra il tempo lavorativo e quello personale, ritagliandosi del tempo libero da dedicare a familiari e amici o per coltivare hobbies e praticare esercizio fisico regolare. Un atteggiamento ed una comunicazione assertivi possono aiutare a mettere dei confini tra lavoro e vita privata e prevenire il burnout (Abdelaziz et al., 2020), oltre a sviluppare autoconsapevolezza sui propri limiti e sulle proprie abilità di resistenza allo stress.

In conclusione, se si sta sperimentando uno stato di esaurimento emotivo e fisico sul lavoro di lunga durata, associato ad una crescente perdita di interesse e investimento non solo per il lavoro ma anche nelle relazioni, e nelle proprie passioni, è importante chiedere aiuto tempestivamente per prevenire esiti negativi sul proprio benessere e sulla propria salute, che in alcuni casi potrebbero evolvere in una psicopatologia. 

BIBLIOGRAFIA

Abdelaziz, E. M., Diab, I. A., Ouda, M. M. A., Elsharkawy, N. B., & Abdelkader, F. A. (2020). The effectiveness of assertiveness training program on psychological wellbeing and work engagement among novice psychiatric nurses. In Nursing forum (Vol. 55, No. 3, pp. 309-319). https://doi.org/10.1111/nuf.12430

Bianchi, R. (2018). Burnout is more strongly linked to neuroticism than to work-contextualized factors. Psychiatry Research, 270, 901-905 https://doi.org/10.1016/j.psychres.2018.11.015.

Genoud, P. A., & Waroux, E. L. (2021). The impact of negative affectivity on teacher burnout. International journal of environmental research and public health, 18(24), 13124. https://doi.org/10.3390/ijerph182413124.

Hill, A. P., & Curran, T. (2016). Multidimensional perfectionism and burnout: A meta-analysis. Personality and social psychology review, 20(3), 269-288. https://doi.org/10.1177/1088868315596286.

Karasek, R. (1979). Job demands, job decision latitude, and mental strain: Implications for job redesign. Administrative Science Quarterly, 24, 285–308. doi:10.2307/2392498

Notelaers, G., De Witte, H., & Einarsen, S. (2010). A job characteristics approach to explain workplace bullying. European journal of work and organizational psychology, 19(4), 487-504. https://doi.org/10.1080/13594320903007620

Salvado, M., Marques, D. L., Pires, I. M., & Silva, N. M. (2021, October). Mindfulness-based interventions to reduce burnout in primary healthcare professionals: A systematic review and meta-analysis. In Healthcare (Vol. 9, No. 10, p. 1342). MDPI. https://doi.org/10.3390/healthcare9101342

Shoji, K., Cieslak, R., Smoktunowicz, E., Rogala, A., Benight, C. C., & Luszczynska, A. (2016). Associations between job burnout and self-efficacy: A meta-analysis. Anxiety, Stress, & Coping, 29(4), 367-386. https://doi.org/10.1080/10615.806.2015.1058369.

Tuğsal, T., & Ülgen, B. (2017). Work-life balance and social support as predictors of burnout: an exploratory analysis. International Journal of Academic Research in Business and Social Sciences, 7(3), 117-138.

World Health Organization (2019). International statistical classification of disease and health related problems 11th edition, ICD-11. https://icd.who.int/en

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