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Un contributo economico mensile per bambini e ragazzi con disturbo specifico di apprendimento (e non solo). Scopri di più nell’approfondimento della dott.ssa Carlotta Bertini.

Spesso le famiglie con ragazzi con Dsa, ADHD e quoziente intellettivo limite ricevono dalle ASL di riferimento la diagnosi, ma solo sporadicamente il trattamento. In questo modo i familiari si ritrovano a dover far fronte economicamente alle necessità di trattamento dei loro figli rivolgendosi a privati. La cosa però che sfugge è la possibilità di richiedere un contributo economico di circa € 300 mensili per tutti i mesi di frequenza scolastica mediante l’ottenimento dell’indennità di frequenza.

L’indennità di frequenza è un istituto previsto da una legge nazionale a favore degli invalidi minorenni, è stata istituita dalla Legge 11 ottobre 1990 n. 289 e nasce come aiuto per le spese supplementari adeguate da affrontare nell’età scolare fino ai 18 anni. I vostri figli con difficoltà di apprendimento o difficoltà scolastiche persistenti non sono né invalidi nel senso classico del termine né tantomeno disabili, ma necessitano, a seconda del grado di gravità della difficoltà scolastica, un trattamento che in molti casi dura tutto il percorso della scuola dell’obbligo e anche oltre.

Vediamo insieme quali sono i requisiti perché una famiglia possa richiederlo:

REQUISITI SOGGETTIVI

avere fino ai diciotto anni di età;

essere cittadino italiano residente in Italia, o essere straniero titolare di carta di soggiorno;

essere stati riconosciuti “minore con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età” (L. 289/90) o “minore con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore”;

REQUISITO AMBIENTALE

frequenza ad un centro di riabilitazione, a centri di formazione professionale, a centri occupazionali o a scuole di ogni grado e ordine;

REQUISITO REDDITUALE

non disporre di un reddito annuo personale superiore a Euro 4.805,19 (importo 2015)

INCOMPATIBILITÀ

L’indennità di frequenza è incompatibile con l’indennità di accompagnamento e con l’indennità di comunicazione concessa ai sordomuti (nel senso che bisogna optare per quella più favorevole).

Per richiedere questo contributo economico é necessario rivolgersi all’ASL d’appartenenza o in un centro accreditato per avere una diagnosi, presentarsi poi all’Ufficio Invalidi Civili e fare una domanda per l’accertamento degli stati di invalidità civile a fronte della documentazione clinica presentata. Successivamente è consigliabile rivolgersi ad un patronato e/o legale di fiducia per inoltrare la pratica, anche al fine di individuare correttamente i codici, insieme al medico che invierà la domanda telematica.

Riassumendo quindi l’iter prevede prima di tutto la visita specialistica che certifichi le difficoltà persistenti del minore, successivamente l’invio telematico della certificazione medica e il ricorso ad un legale di riferimento o al patronato, infine in caso di esito negativo si può ricorrere al tribunale del lavoro facendosi sostenere da persone non improvvisate ma “esperte” con alle spalle una carriera di pratiche vinte alle spalle. Conoscere i diritti di questi bambini e ragazzi è un dovere della famiglia e degli specialisti che si occupano di queste problematiche al fine di garantire una presa in carico adeguata, uomo avvisato minore tutelato.

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